Storia dell'arredamento della camera da letto

Per le persone che dormono 8 ore a notte, un terzo circa della vita trascorre dormendo! Basta questo a farci capire quanto importante sia la progettazione della stanza deputata al riposo e l’arredamento della camera da letto. E interessante è pure capirne l’evoluzione nelle diverse epoche storiche…

Durante la preistoria, ovviamente, l’ambiente domestico era costituito da uno spazio unico (e questa caratteristica la si ritroverà anche in tempi relativamente più recenti nelle dimore umili e popolane); tuttavia è già visibile il tentativo dell’uomo di rendere più confortevole il riposo accatastando foglie secche e paglia ricoperte da pelli di animali da utilizzare come letti.

Arredamento camere da letto anni 20

Presso gli Egizi le differenze di classe erano evidenti già dalle dimore. I nobili vivevano in case molto spaziose: oltre la porta d’ingresso, si apriva un’ampia corte di forma rettangolare, suddivisa in tre piccole corti d’uguali dimensioni, ai lati delle quali sorgevano i vari locali, che vedevano svolgersi al piano terra le attività commerciali, al primo piano la vita sociale della famiglia e al secondo piano la vita intima (nelle camere da letto e nella stanza da bagno con pareti, pavimenti e lavabo in pietra); il retro della casa era riservato alla vita domestica e le cucine si trovavano all’esterno della villa. Le case più povere avevano una o due stanze piccolissime; il tetto era di foglie di palma; le suppellettili si limitavano a qualche sgabello e cassa, mentre non c’erano sedie né letti. Per gli Egizi la camera da letto era una stanza importantissima: a loro si devono i primi letti costituiti da un telaio rettangolare in legno (i cui piedi raffiguravano teste di tori, sciacalli e sfingi) e una rete in corda intrecciata con sopra foglie di palma.

Anche presso i Greci le case nobiliari erano ampie, costituite da camere che si affacciavano sul cortile centrale aperto e circondato da portici: sale da pranzo, da riunioni, dispensa, cucina, camere da letto degli uomini e più isolate, separate e appartate, quelle delle donne. L’arredamento era essenziale, tant’è che il letto vero e proprio era un lusso da ricchi, gli armadi non esistevano e al loro posto si utilizzavano bauli in cui venivano riposti gli abiti.

Nelle prime domus italiche il centro della casa era il Tablinum che fungeva sia di stanza da letto che da sala da pranzo e da accoglienza; il letto, chiamato adversus, perché rivolto direttamente verso l’ingresso, faceva bella mostra di sé accanto ad arredi e accessori per la consumazione dei pasti. Con il passare dei secoli il Tablinum smise di essere adoperata come camera da letto, sostituita da piccole celle chiamate Cubiculum. Per i Romani però il letto non serve solo per dormire, tant’è che se ne distingue pure uno per mangiare e uno per studiare.

Durante il medioevo la stanza da letto si ingrandisce, diventando una sorta di dormitorio sia per i proprietari che per i servitori (un mino di intimità verrà concessa solo dal baldacchino).

Letto a baldacchino

A bando l’intimità invece nel 600, quando non solo la camera da letto diventa anche un luogo nel quale ricevere gli ospiti, ma addirittura li si invitava sotto le coperte (e Luigi XIV doveva invitarne di gente, visto che pare avesse a sua disposizione ben 413 finissimi e ricchissimi letti!). 

Nel XIX secolo, accanto al baldacchino, compaiono i primi letti in ferro con le prime molle a spirale per l’imbottitura.

È con la modernità che la camera da letto diventa un ambiente intimo e personale, deputato non solo al riposo ma anche al relax in senso lato (non a caso, negli appartamenti più belli, si parla spesso di suite patronale, comprendendo in questa espressione non solo la camera da letto, ma anche il bagno e la cabina armadio che servono direttamente, e a volte esclusivamente, i proprietari di casa, oltre ad angoli funzionali come quelli dedicati alla lettura o alla visione della televisione oppure al trucco con consolle apposite o ancora alla realizzazione di un hobby, come potrebbero essere la pittura o il cucito). Il tutto con una certa libertà stilistica, grazie ad arredi moderni o classici o sapientemente miscelati in uno spazio eclettico.

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