La storia dell'arredamento del soggiorno

Giacché l’uomo è “un animale sociale”, come lo definiva il filosofo greco Aristotele, era ovvio che anche nella sua dimora egli destinasse un luogo a questa sua tendenza aggregativa, una stanza che attualmente chiamiamo soggiorno, ma che nel corso dei secoli ha avuto appellativi diversi e differenti funzioni.

Gli uomini greci si riunivano nell’Andron, che si trovava al piano terra, spazio bandito alle donne, alle quali era riservato invece il primo piano o il Gineceo.

Soggiorno contemporaneo

Nelle prime domus italiche gli spazi non presentavano differenziazioni di funzioni, tant’è che gli ospiti venivano ricevuti nello stesso luogo in cui si consumavano i pasti e si dormiva (non a caso nella stanza, decorata con stoffe preziose e mosaici, dominava il Triclinium, ovvero il letto utilizzato per mangiare).

Finì l’Impero Romano e finirono alcune consuetudini, come quella di mangiare sdraiati (nel periodo medievale nacque la tavola da pranzo) e declinarono pure gli ambienti multifunzionali, tant’è che nei castelli e nei manieri, si allestirono stanze apposite per accogliere gli ospiti e organizzare ricevimenti e cerimonie. E poiché, quanto più numerosi e lussuosi erano questi saloni, tanto più ricco e nobile era il proprietario di casa, si fece a gara per accaparrarsi gli artisti più noti e blasonati che progettassero e decorassero questi ambienti.

Il bellissimo Salone della Meridiana realizzato a Napoli da Giulio Cesare Fontana nell’allora Università dei Reggi Studi, attuale Museo Archeologico Nazionale.

Salone della Meridiana di Napoli

Fu a partire dagli anni Sessanta del Seicento che in Inghilterra salotto e sala da pranzo cominciarono a differenziarsi dal resto degli spazi domestici per le loro funzioni specifiche: il primo, in particolare, si riempì di strumenti musicali e di un arredamento del soggiorno specifico per giocare a carte, cucire e leggere.

Ma fu solo nella metà del 1700 che arrivò dall’Oriente il divano, destinato a diventare il simbolo del salotto così come noi lo intendiamo, e che, consentendo a due o più persone di sedere comodamente uno accanto all’altro, incentiva le conversazioni. In questo periodo anche i tessuti si modificarono: mentre nel Seicento le finestre avevano un’unica tenda, di solito in saye, tessuto di lana tipicamente inglese, molto spesso verde, si usavano tovaglie sui tavoli, e le sedie erano coperte di pelle o ricami, nel Settecento si preferiva coprire i tessuti preziosi, da mostrare solo nelle occasioni speciali, con fodere resistenti, di solito con una trama a quadri.

Nel XX secolo l’arredamento del soggiorno si svuotò progressivamente di buona parte dei pezzi precedenti, così da rendere più agevole la pulizia, e anche i tendaggi (anni Trenta) divennero più sottili e dai colori più tenui. Dopo gli anni Cinquanta il caminetto venne sostituito dal riscaldamento, e alle chiacchiere o alla letteratura alla fiamma del focolare si andò sostituendo il sonoro del televisore. Negli anni Sessanta i motivi delle tappezzerie divennero stravaganti e dai colori vivaci, le carte da parati optical, i divani in velluto (come l’iconico Strips di Cini Boeri per Arflex). Dagli anni Ottanta, tappeti e tende iniziarono a scomparire, l’eleganza degli appartamenti borghesi è dominata da pezzi rigorosi come lo Scrittarello di Castiglioni per De Padova. Il minimalismo diviene la cifra dominante del Duemila, e il vintage rivisitato quello degli anni successivi al 2010. Oggi il soggiorno si è nuovamente caricato di una valenza multifunzionale, e l’arredamento del soggiorno lo riflette, racchiudendo in sé le funzioni di camera da pranzo, salotto, studio, e spesso anche sala giochi, a partire dall’avvento della televisione fino ad arrivare ai videogiochi e alle consolle interattive di ultima generazione.

Numerosi architetti hanno dedicato molto del loro tempo alla progettazione di questo ambiente e in particolare del divano: uno dei primi esemplari in Occidente è la Marquise, molto in voga presso la corte di Luigi XV.

Si tratta di una poltroncina con la seduta piuttosto bassa, ma abbastanza ampia per dare posto a due persone.

Sotto il regno di Luigi XVI compaiono divani e divanetti dalle forme rettilinee, con decorazioni classiche, che contribuiscono a creare ambienti signorili ed eleganti.

Durante il XIX secolo nel Regno Unito si impone il modello Chesterfield: ampio e comodo, completamente imbottito e rivestito in pelle trapuntata, caratterizzato dalla tipica “abbottonatura” e dai braccioli alla stessa altezza dello schienale.

foto divano modello Chesterfield

Molto diverso è lo stile Biedermeier, in area austro-ungarica, caratterizzato da semplicità formale, assenza di elementi appariscenti o ostentati, schienale arcuato, e da un’estetica sobria e raffinata..

Nel XX secolo il divano assume un carattere industriale, con la fabbricazione in serie, che rinuncia a decorazioni inutili, impiega materiali nuovi, ed è costituito da elementi raggruppabili e intercambiabili.

I divani moderni sono dunque geometrici con linee ben delineate e definite, in diverse dimensioni e in tanti colori, con sedute ampie e profonde, per assicurare comodità e relax, e schienali più bassi rispetto ai modelli classici.

foto divano moderno forme lineari

Che siano moderni o classici, l’arredamento del soggiorno deve sposarsi col mood generale della casa, progettato magari dagli esperti di Sanzeni Concept arredamenti su misura.

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